Recensione di CoMod Carrera 124 sulle Carrera DIGITAL 132 /Evo Porsche 935/78 PPG Industries n. 09, Riverside '83 e Carrera DIGITAL 132 Porsche
935/78 Joest Racing 'n. 66', DRM Nürburgring '81
(Art.Nr. 30578/27372 e 30579)
Dati tecnici:
Peso (veicolo completo con magneti): 100 grammi
; Peso (carrozzeria): 31 grammi
; Lunghezza, spoiler compreso: 158 mm
; Passo: 72
mm; Carreggiata (asse anteriore): 57
mm; Carreggiata (asse posteriore): 62
mm; Estetica:
La forma è ben nota, presente nella gamma – con alcune interruzioni – dal 2006. Ciononostante, il nostro designer ci ha proposto due varianti di design estremamente accattivanti. La variante «PPG Industries» è disponibile sia nella linea digitale che in quella analogica e punta sulla combinazione di colori «bianco-blu». In particolare, i cerchi blu sono insoliti e distinguono il design dalla massa. La versione “Joest Racing” è disponibile esclusivamente nella gamma digitale ed è realizzata in un sobrio bianco.
Caratteristiche tecniche:
come già anticipato dal modello Club del 2010, la 935/78 è dotata di un telaio di nuova concezione di ultima generazione. Il peso complessivo di 100 grammi è accettabile; le versioni digitali dispongono inoltre di illuminazione. Nella parte anteriore questa è realizzata molto bene, mentre le luci posteriori sono appena visibili a causa della lunga parte posteriore. Ciò era già così nelle versioni analogiche precedenti ed è praticamente inevitabile.
Prova su strada:
nella configurazione standard, entrambe le Porsche 935/78 offrono prestazioni simili: buona accelerazione, velocità in curva molto elevate, ma nessun limite in curva. Rimuovendo il magnete posteriore, il comportamento in curva diventa decisamente più docile. L’effetto di attrazione del magnete centrale è tuttavia ancora relativamente elevato, cosa a cui contribuisce sicuramente anche il passo corto. Per il funzionamento digitale questa configurazione mi sembra la più adatta; per il funzionamento analogico, invece, a seconda delle preferenze personali, si può tranquillamente fare a meno dei magneti.
Conclusione:
sebbene non si tratti di una novità assoluta, la “cura di ringiovanimento” sotto forma di telaio digitale ha fatto molto bene a questo classico.
CoModCarrera 124
Dati tecnici:
Peso (veicolo completo con magneti): 100 grammi
; Peso (carrozzeria): 31 grammi
; Lunghezza, spoiler compreso: 158 mm
; Passo: 72
mm; Carreggiata (asse anteriore): 57
mm; Carreggiata (asse posteriore): 62
mm; Estetica:
La forma è ben nota, presente nella gamma – con alcune interruzioni – dal 2006. Ciononostante, il nostro designer ci ha proposto due varianti di design estremamente accattivanti. La variante «PPG Industries» è disponibile sia nella linea digitale che in quella analogica e punta sulla combinazione di colori «bianco-blu». In particolare, i cerchi blu sono insoliti e distinguono il design dalla massa. La versione “Joest Racing” è disponibile esclusivamente nella gamma digitale ed è realizzata in un sobrio bianco.
Caratteristiche tecniche:
come già anticipato dal modello Club del 2010, la 935/78 è dotata di un telaio di nuova concezione di ultima generazione. Il peso complessivo di 100 grammi è accettabile; le versioni digitali dispongono inoltre di illuminazione. Nella parte anteriore questa è realizzata molto bene, mentre le luci posteriori sono appena visibili a causa della lunga parte posteriore. Ciò era già così nelle versioni analogiche precedenti ed è praticamente inevitabile.
Prova su strada:
nella configurazione standard, entrambe le Porsche 935/78 offrono prestazioni simili: buona accelerazione, velocità in curva molto elevate, ma nessun limite in curva. Rimuovendo il magnete posteriore, il comportamento in curva diventa decisamente più docile. L’effetto di attrazione del magnete centrale è tuttavia ancora relativamente elevato, cosa a cui contribuisce sicuramente anche il passo corto. Per il funzionamento digitale questa configurazione mi sembra la più adatta; per il funzionamento analogico, invece, a seconda delle preferenze personali, si può tranquillamente fare a meno dei magneti.
Conclusione:
sebbene non si tratti di una novità assoluta, la “cura di ringiovanimento” sotto forma di telaio digitale ha fatto molto bene a questo classico.
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