. n. 20030717 Durante
una ricerca su Internet mi sono imbattuto in un'asta del 2011, in cui un'auto originale della Shelby American Racing Team, una Cobra 289 del 1963, è stata venduta all'asta in Inghilterra per 2 milioni di dollari. Il proprietario aveva acquistato l’auto 43 anni prima per 4.200 dollari… un aumento di valore niente male, direi.
La Shelby Cobra, nella versione 289 con motore V8 da 4,7 l e nella versione 427 addirittura con motore da 7,1 litri, vinse nel 1965 persino il Campionato mondiale delle auto sportive, ma l’introduzione, in quel periodo, di un limite di velocità sulle autostrade americane fece crollare le vendite e nel 1968 la produzione fu interrotta.
Non sono riuscito a trovare una foto di riferimento per la verniciatura del modello, ma lo stile e i colori corrispondono sostanzialmente a quelli delle auto sportive degli anni ’60.
La verniciatura è pulita e ben definita lungo i bordi. La vernice trasparente è uniforme e priva di imperfezioni.
L’asse anteriore non è realizzato in un unico pezzo. A mio avviso, la sospensione indipendente non presenta svantaggi evidenti su questo modello; entrambe le parti dell’asse funzionano bene.
L’asse posteriore è dritto e gira con piacevole leggerezza nei pignoni. Anche i cerchioni non presentano squilibri. Gli pneumatici sono ben fissati sui cerchioni, ma si staccano facilmente. Chi desidera guidare la Cobra in condizioni di gara estreme dovrebbe prendere in considerazione l’idea di incollare gli pneumatici.
Se non si utilizzano i magneti, è comunque consigliabile rifinire almeno i bordi. Qui è necessaria cautela, poiché gli pneumatici non dispongono di molto materiale da levigare.
Dal punto di vista della guida, la Cobra è ben nota: è veloce e scattante. Non bisogna però dimenticare la sua carreggiata stretta: in gara, contro veicoli simili, la Cobra dà il meglio di sé.
A presto,
joergW





