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L'azienda Apple, oggi famosa in tutto il mondo, è stata fondata nel 1976 in un garage californiano. Il percorso verso il successo odierno non è stato sempre lineare, ma nel 1980 l’azienda era decisamente in ascesa. All’epoca un computer era ancora un dispositivo esotico per nerd e, sempre più spesso, anche per gli appassionati di videogiochi, ma ben lontano dall’essere un normale oggetto di uso quotidiano presente in ogni casa. Con l’Apple II si disponeva di un potente cavallo di battaglia; concorrenti come il Commodore 64, molto noto da queste parti, fecero la loro comparsa sul mercato solo in un secondo momento.
Secondo la leggenda, il cofondatore di Apple Steve Jobs era un grande fan della scuola di design tedesca e guidavau.a. una Porsche 356 per uso privato . . Quando l’auto necessitò di alcuni interventi di riparazione, nacque il contatto con il pilota Bob Garretson e il Dick Barbour Racing Team, che aveva sede proprio nelle vicinanze di Cupertino.
In seguito a questo incontro, si decise che Apple sarebbe stata lo sponsor principale di una delle vetture da gara della squadra.
Detto, fatto: il logo, all’epoca ancora molto colorato, avvolgeva la carrozzeria bianca, dando vita a un design estremamente suggestivo che è ancora oggi riconoscibile. L'auto stessa, tuttavia, ha disputato solo poche gare con questa livrea; negli anni successivi, però, ne è stata realizzata almeno una replica.
Dal punto di vista tecnico, tutto rimane come prima: il modello è disponibile sia in versione analogica che digitale ed è alimentato, come sempre, dal motore standard E200. Il comportamento di guida può essere regolato in base alle proprie preferenze tramite i due magneti del telaio. Nel complesso, questa vettura rientra tra i modelli più scattanti e facili da controllare.
CoMod Chris





