Recensione di CoMod martinmm sulla Carrera Evolution '32 Hot Rod
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Grazie alla sua colorazione sobria, il veicolo dà un'impressione visiva piuttosto discreta, ma convince con dettagli di alta qualità come z.B. la stampa assolutamente pulita, l'effetto sporco sulle ruote posteriori, i cerchi bicolori e la realizzazione raffinata della strumentazione.
Lavorazione:
Nel modello in prova il telaio è leggermente deformato, per cui una ruota anteriore rimane un po’ sospesa in aria. Ciò incide leggermente in modo negativo in fase di frenata e accelerazione: il veicolo tende a sbandare leggermente con la parte posteriore.
Aspetti tecnici: per motivi di progettazione, la chiglia di guida è posizionata molto indietro e circa 1-2 mm troppo in alto. Il peso, pari a 92 g (senza magnete), è relativamente leggero. L’asse anteriore è fissato con un gancio dalla parte posteriore, il che, in caso di impatto contro il guardrail, può causarne il blocco, ma d’altra parte impedisce che si deformi.
Comportamento di guida: sia con i magneti posteriori rimossi sia senza alcun magnete aggiuntivo, l’Hot Rod del ’32 si guida in modo molto piacevole e controllato. Senza il magnete centrale, l’auto tende più facilmente a sbandare poiché è molto leggera nella parte anteriore. Le grandi ruote posteriori allungano il rapporto di trasmissione: l’accelerazione e il comportamento in frenata ne risentono leggermente, ma ciò non incide troppo negativamente sulle piste domestiche, dato il peso ridotto. Sulle piste grandi, tuttavia, proprio grazie al rapporto di trasmissione lungo, il veicolo raggiunge una velocità massima notevole, che richiede però uno spazio di frenata lungo.
Conclusione
: con il magnete centrale inserito, l’HotRod del ’32 si muove in modo agile e controllato sia nelle curve strette che con eleganti derapate nelle curve ampie. Il veicolo rappresenta un’alternativa esteticamente gradevole alle auto da corsa con sponsorizzazioni complete. Massimo divertimento di guida garantito.
CoMod
martinmm-------------------------------------------------------------
--------Recensione di CoMod lotus sullaCarrera Evolution
'32 Hot Rod
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Da alcuni anni HotCarrera
Rods fa parte della gamma. Il termine Hot Rod indica auto d'epoca appositamente modificate. L’espressione significa, letteralmente, «biela calda» ed è con questo termine che, dagli anni ’40 ad oggi, vengono designate queste auto. In origine, per la costruzione degli hot rod venivano utilizzate auto vecchie ed economiche, alle quali veniva ridotto il peso e montato un motore notevolmente più potente.
Negli anni ’40, i soldati di ritorno dalla Seconda Guerra Mondiale e i giovani benestanti trovarono in questa soluzione un modo economico per partecipare a gare di accelerazione. Pertanto, si può dire che i primi hot rod, ovvero i cui proprietari vengono definiti pionieri del drag racing. L’hot rodding costituisce ancora oggi una sorta di sottocultura automobilistica, che tuttavia si è ormai da tempo distaccata dallo stile di vita che un tempo la caratterizzava (soprattutto negli anni ’50). Ciononostante, all’immagine dell’hot rodder è ancora associata una certa dose di ribellione.
La base classicaper gli hot rod erano e sono tuttora tutte le utilitarie disponibili all’epoca, come ad esempio i modelli T e A della Ford, anche se i modelli più popolari risalgono probabilmente agli anni di produzione 1932 e 1934. La scena del customizing statunitense comprende le categorie più disparate, che si distinguono tra loro, tra l’altro, per regole stilistiche ben definite (in particolare per quanto riguarda le carrozzerie e i modelli utilizzati). I veicoli modificati in questo modo e
costruiti fino al 1949 vengono definiti hot rod. Abbiamo qui davanti a noi un esemplaredel 1932 in scala 1:32. La Ford del '32 non è un esempio di Rat Rod, ma sembra piuttosto voler rappresentare un modello più vecchio e già un po' malandato della sua categoria, come suggerisce anche la denominazione “Still High Performance”.
La Ford mi piace molto, anche se i veicoli dall’aspetto vissuto mi hanno sempre affascinato. La verniciatura è eseguita con cura, gli schizzi di sporco sembrano realistici. L’aspetto complessivo è molto armonioso e non dà l’impressione di un giocattolo. Con i cerchi larghi e gli pneumatici, l’intera auto appare molto massiccia; il motore cromato a vista e i terminali di scarico laterali si abbinano molto bene a questo look. Solo la griglia del radiatore gialla sembra un po’ strana, ma a chi non piace può sempre riverniciarla… ;-) E ancora oggi non so cosa significhi quel cilindro cromato davanti al radiatore.
Passiamo alla fattura:tutto è realizzato molto bene, solo i terminali laterali sono montati in modo un po’ traballante. La carrozzeria si svita rapidamente dalla piastra di base; le viti nella parte posteriore, tra l’altro, sono nascoste dietro la mascherina cromata, che è semplicemente inserita a incastro. All’interno del telaio lo spazio è molto ridotto, come previsto dal modello; durante il montaggio è necessario fare attenzione a non incastrare i cavi. L'auto intera pesa 99 gr. Anche questo modello presenta il ormai ben noto assale posteriore separato. Basta allentare una vite per poter estrarre l’intero blocco per la manutenzione. Anche l’assale posteriore, montato su cuscinetti in ottone, può essere facilmente sganciato e, se necessario, sostituito.
Come si guida? È docile! Grazie ai potenti magneti è difficile farlo uscire di pista; se si affrontano curve strette a velocità troppo elevata tende a ribaltarsi, ma ciò potrebbe anche dipendere dal collaudatore, che, come è dimostrato, non è tra i migliori piloti della Germania. Scherzi a parte, l’auto si guida davvero bene; se si rimuovono i magneti, diventa un po’ più impegnativa. Grazie alla carreggiata ampia, tiene molto bene la strada. La Ford è divertente da guidare, un’auto adatta sia ai principianti che ai guidatori più esperti.
CoMod Lotus
(27268)
Grazie alla sua colorazione sobria, il veicolo dà un'impressione visiva piuttosto discreta, ma convince con dettagli di alta qualità come z.B. la stampa assolutamente pulita, l'effetto sporco sulle ruote posteriori, i cerchi bicolori e la realizzazione raffinata della strumentazione.
Lavorazione:
Nel modello in prova il telaio è leggermente deformato, per cui una ruota anteriore rimane un po’ sospesa in aria. Ciò incide leggermente in modo negativo in fase di frenata e accelerazione: il veicolo tende a sbandare leggermente con la parte posteriore.
Aspetti tecnici: per motivi di progettazione, la chiglia di guida è posizionata molto indietro e circa 1-2 mm troppo in alto. Il peso, pari a 92 g (senza magnete), è relativamente leggero. L’asse anteriore è fissato con un gancio dalla parte posteriore, il che, in caso di impatto contro il guardrail, può causarne il blocco, ma d’altra parte impedisce che si deformi.
Comportamento di guida: sia con i magneti posteriori rimossi sia senza alcun magnete aggiuntivo, l’Hot Rod del ’32 si guida in modo molto piacevole e controllato. Senza il magnete centrale, l’auto tende più facilmente a sbandare poiché è molto leggera nella parte anteriore. Le grandi ruote posteriori allungano il rapporto di trasmissione: l’accelerazione e il comportamento in frenata ne risentono leggermente, ma ciò non incide troppo negativamente sulle piste domestiche, dato il peso ridotto. Sulle piste grandi, tuttavia, proprio grazie al rapporto di trasmissione lungo, il veicolo raggiunge una velocità massima notevole, che richiede però uno spazio di frenata lungo.
Conclusione
: con il magnete centrale inserito, l’HotRod del ’32 si muove in modo agile e controllato sia nelle curve strette che con eleganti derapate nelle curve ampie. Il veicolo rappresenta un’alternativa esteticamente gradevole alle auto da corsa con sponsorizzazioni complete. Massimo divertimento di guida garantito.
CoMod
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--------Recensione di CoMod lotus sulla
(27268)
Da alcuni anni Hot
Negli anni ’40, i soldati di ritorno dalla Seconda Guerra Mondiale e i giovani benestanti trovarono in questa soluzione un modo economico per partecipare a gare di accelerazione. Pertanto, si può dire che i primi hot rod, ovvero i cui proprietari vengono definiti pionieri del drag racing. L’hot rodding costituisce ancora oggi una sorta di sottocultura automobilistica, che tuttavia si è ormai da tempo distaccata dallo stile di vita che un tempo la caratterizzava (soprattutto negli anni ’50). Ciononostante, all’immagine dell’hot rodder è ancora associata una certa dose di ribellione.
La base classicaper gli hot rod erano e sono tuttora tutte le utilitarie disponibili all’epoca, come ad esempio i modelli T e A della Ford, anche se i modelli più popolari risalgono probabilmente agli anni di produzione 1932 e 1934. La scena del customizing statunitense comprende le categorie più disparate, che si distinguono tra loro, tra l’altro, per regole stilistiche ben definite (in particolare per quanto riguarda le carrozzerie e i modelli utilizzati). I veicoli modificati in questo modo e
costruiti fino al 1949 vengono definiti hot rod. Abbiamo qui davanti a noi un esemplaredel 1932 in scala 1:32. La Ford del '32 non è un esempio di Rat Rod, ma sembra piuttosto voler rappresentare un modello più vecchio e già un po' malandato della sua categoria, come suggerisce anche la denominazione “Still High Performance”.
La Ford mi piace molto, anche se i veicoli dall’aspetto vissuto mi hanno sempre affascinato. La verniciatura è eseguita con cura, gli schizzi di sporco sembrano realistici. L’aspetto complessivo è molto armonioso e non dà l’impressione di un giocattolo. Con i cerchi larghi e gli pneumatici, l’intera auto appare molto massiccia; il motore cromato a vista e i terminali di scarico laterali si abbinano molto bene a questo look. Solo la griglia del radiatore gialla sembra un po’ strana, ma a chi non piace può sempre riverniciarla… ;-) E ancora oggi non so cosa significhi quel cilindro cromato davanti al radiatore.
Passiamo alla fattura:tutto è realizzato molto bene, solo i terminali laterali sono montati in modo un po’ traballante. La carrozzeria si svita rapidamente dalla piastra di base; le viti nella parte posteriore, tra l’altro, sono nascoste dietro la mascherina cromata, che è semplicemente inserita a incastro. All’interno del telaio lo spazio è molto ridotto, come previsto dal modello; durante il montaggio è necessario fare attenzione a non incastrare i cavi. L'auto intera pesa 99 gr. Anche questo modello presenta il ormai ben noto assale posteriore separato. Basta allentare una vite per poter estrarre l’intero blocco per la manutenzione. Anche l’assale posteriore, montato su cuscinetti in ottone, può essere facilmente sganciato e, se necessario, sostituito.
Come si guida? È docile! Grazie ai potenti magneti è difficile farlo uscire di pista; se si affrontano curve strette a velocità troppo elevata tende a ribaltarsi, ma ciò potrebbe anche dipendere dal collaudatore, che, come è dimostrato, non è tra i migliori piloti della Germania. Scherzi a parte, l’auto si guida davvero bene; se si rimuovono i magneti, diventa un po’ più impegnativa. Grazie alla carreggiata ampia, tiene molto bene la strada. La Ford è divertente da guidare, un’auto adatta sia ai principianti che ai guidatori più esperti.
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