Art.Nr. 30989
Era ora, però ;-) (Parte 2)
D’ora in poi, i carri attrezzi, i furgoni del latte e simili non dovranno più competere nelle gare di auto di grandi dimensioni in scala 1:32: l’azienda ha
In scala reale 1:1, al Salone dell’Auto di Ginevra si poteva ammirare una fantastica Fiat Ducato con cerchi da 28” e spoiler mostruosi. Ora anche i due
Il Truckster blu con il numero 6 presenta il classico muso da camion americano, che in qualche modo ricorda un grosso cane con i denti scoperti (who let the dogs out ;-), come novità parziale nello stampo. La struttura modulare dello stampo si rivela vantaggiosa sia qui che nella zona del telaio posteriore. Si hanno infatti ampie possibilità di personalizzazione.
I due assi posteriori sono dotati di ruote gemellate, ma in questo modello solo l’ultimo asse è motrice. L’asse centrale, situato direttamente sotto il motore, presenta una sospensione indipendente a causa della presenza del motore sovrastante, mentre l’asse anteriore, dotato di ruota singola, è a perno passante. Con il roll-bar e il pilota che indossa una tuta da gara chiara e un casco integrale rosso, l’abitacolo sembra perfetto per l’impiego in gara del veicolo.
Il faro anteriore è sufficientemente luminoso e adatto alla guida notturna, mentre il fanale posteriore non è presente.
Per quanto riguarda il comportamento su strada (ooB), i Racetruck sono simili ai furgoni già noti. Il rapporto lunghezza-larghezza è accettabile e dovrebbe risultare gestibile anche senza magneti; tuttavia, ci sarebbe spazio anche per piccoli pesi aggiuntivi.
Lo smontaggio è un po’ complicato: le due casse laterali cromate sono avvitate al telaio per garantire la stabilità, mentre il collegamento principale si trova nella parte posteriore, dove lo spoiler è fissato al telaio tramite un’unica vite. Grazie alla carrozzeria ribassata rispetto al telaio, il veicolo si posiziona in modo esemplare, come da tradizione nelle auto da corsa, appena sopra il binario – «purtroppo» non ho più curve ripide.
A presto,
joergW





